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Dieta dell’astronauta: che cos’è?

La dieta dell’astronauta deve il suo nome al tipo di regime alimentare adottato a bordo delle navicelle spaziali.

Negli anni 60, i nutrizionisti della Nasa hanno sviluppato una dieta per i suoi astronauti, che riducesse al minimo il gonfiore intestinale e che permettesse l’ottimizzazione dell’assorbimento dei nutrienti.

L’eccesso di gas nello spazio poteva compromettere l’equilibrio dell’atmosfera all’interno di una stazione spaziale, pertanto fu ideato un tipo di dieta ricca di cibi che producono poco gas. Rivelatasi anche dimagrante, questa dieta è diventata subito popolare.

Cosa mangiare e alimenti da evitare

La dieta dell’astronauta rientra nella categoria delle diete iperlipidiche e ipoglucidiche, vale a dire ricca di grassi e povera di carboidrati. Una dieta “low carb”che privilegia anche un sostanziale apporto di grassi al fabbisogno giornaliero.

Le percentuali dei macronutrienti si distribuiscono così: 40% grassi, 25% proteine e 30% carboidrati. Questa ripartizione si basa sulla teoria che i grassi non vengono assimilati del tutto se non si assume una grande quantità di carboidrati.

Per la sua composizione, va considerata anche una ‘dieta lampo’ che non può durare più di 14 giorni. Ecco quali sono alcuni degli alimenti previsti da un tipico piano alimentare dell’astronauta:

  • Carne bianca;
  • Pesce;
  • Formaggi;
  • Tofu;
  • Verdure e ortaggi, come broccoli, cavolfiori, cetrioli, insalata, lattuga, zucca, fagiolini, pomodori;
  • Uova;
  • Latte di mandorla, di riso o soia.

Invece, ciò che va assolutamente evitato sono appunto i cibi ricchi di zuccheri e carboidrati:

  • Pane e pasta;
  • Riso e cereali;
  • Bibite ricche di zucchero, tra cui anche gli alcolici;
  • Sale e zucchero;
  • Verdure ricche di amido come patate, barbabietole;
  • Carne affumicata;

Pro e contro della dieta dell’astronauta

Uno dei vantaggi più importanti che questo tipo di dieta permette di ottenere è sicuramente una perdita cospicua di peso in maniera molto veloce.

Inoltre è molto semplice da seguire, basta solo scegliere i cibi ricchi di proteine e grassi, ridurre drasticamente i carboidrati ed evitare l’assunzione di zuccheri per due settimane.

Tuttavia, questi aspetti possono essere considerati un’arma a doppio taglio. A termine delle due settimane di dieta, non è previsto alcun piano di mantenimento del peso raggiunto.

L’attività fisica non è menzionata e non sarebbe neppure possibile, in quanto mancherebbero le energie necessarie che solo i carboidrati sono in grado di fornire.

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