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Cromo picolinato: una guida

Nelle diete spesso si pone grande importanza nel corretto bilanciamento degli alimenti al fine di garantire all’organismo le giuste quantità di tutti i principali nutrienti.

Rischiamo però di sottovalutare il ruolo svolto da alcuni micronutrienti come ad esempio il cromo. A tal proposito per coloro che soffrono di carenza di questo alimento, è stato messo a punto un integratore alimentare di nuova generazione chiamato Cromo Picolinato.

Cos’è il Cromo Picolinato?

Si tratta di un complesso molecolare a base di cromo (con l’aggiunta di idrogeno, ossigeno, carbonio e azoto) che proprio per la sua composizione risulta non essere nocivo per il nostro organismo ed è quindi ingeribile, cosa che invece non è possibile con il cromo nella sua forma atomica.

Funzionalità ed utilizzo

Il cromo picolinato viene utilizzato per le sue molteplici potenzialità e funzioni, se ne fanno diversi usi sia in ambito medico che in ambito sportivo.

In medicina viene sfruttato per la sua capacità di mediatore nel metabolismo del glucosio che lo rende utile per tutti coloro che presentano un quadro patologico tendente all’obesita e all’iperglicemia.

Riesce infatti a diminuire i valori legati alla glicemia e al colesterolo (specialmente quello LDL). In ambito sportivo invece, ha un uso principalmente di integratore deputato ad un rimodellamento corporeo.

Favorisce infatti l’aumento di massa muscolare e al tempo stesso la perdita progressiva di quella grassa, questo aspetto fa sì che sia molto utile non solo per gli atleti, ma anche per tutti coloro che devono trattare le conseguenze fisiche di disturbi pregressi legati alla cattiva alimentazione.

I dosaggi giornalieri raccomandati sono di circa 25-35 microgrammi (ma consigliamo di chiedere al medico).

Controindicazioni ed effetti collaterali

Come ogni integratore alimentare anche per il cromo picolinato la principale controindicazione risiede nell’ipersensibilità al principio attivo da parti di chi lo assume.

Tuttavia è doveroso ricordare anche quelli che sono i soggetti maggiormente a rischio rappresentati da pazienti con squilibri metabolici e/o ipoglicemici.

Allo stesso modo esso è sconsigliato a chi è sottoposto ad un ulteriore trattamento farmacologico per la riduzione della glicemia, alle donne in gravidanza o nel periodo di allattamento per proteggere il neonato da pericolosi aumenti della percentuale di cromo nell’organismo.

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