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Dieta Miami: che cos’è?

La Miami è una dieta che come molte altre promette risultati sbalorditivi in tempi brevissimi, si parla addirittura di tre chili nell’arco di tre giorni, e si caratterizza per un regime alimentare assai restrittivo che mira a ripulire l’organismo dalle tossine e a riattivarne il metabolismo.

Nello specifico tenendo sotto controllo soprattutto i carboidrati ed i cibi ad alto contenuto glicemico si riuscirebbe a bruciare buona parte dei grassi superficiali accumulati nel nostro corpo.

Storia e diffusione

La dieta Miami nasce con il nome di “South beach diet” nel 1944 ad opera di un nutrizionista statunitense di nome Arthur Agatston che ne illustro i punti chiave mettendo in risalto soprattutto il corretto rapporto tra grassi, carboidrati e proteine da assumere.

Nel corso del ‘900 questo regime alimentare iniziò a diffondersi in tutti gli USA superando anche i confini nazionali grazie al risalto che gli fu dato da sportivi e personaggi del jet set che se ne servirono per riconquistare la forma perduta.

In cosa consiste?

Trattandosi di una dieta detox molto pesante da sostenere per l’organismo la si può portare avanti soltanto per un massimo di tre giorni in cui si deve completamente dichiarar guerra ai carboidrati.

Il menù prevede anche un alto contenuto proteico ed una riduzione dei condimenti, e si articola in:

  • pesce e carni magre (pollo, coniglio o al massimo vitello);
  • uova;
  • formaggi poco stagionati;
  • mezzo cucchiaino di sale al giorno;
  • dolcificanti ipocalorici;
  • no ad olio, burro ed altri condimenti grassi;
  • 2 litri d’acqua .

Funziona davvero?

I dati dimostrano che la dieta ha certamente effetto e riesce realmente a farci perdere peso in soli tre giorni ma c’è da chiedersi se questo dimagrimento così rapido possa essere mantenuto e se non comporti dei rischi.

Uno dei problemi della dieta Miami sta proprio nella difficoltà nel mantenere a lungo questo regime con l’inevitabile recupero dei chili persi appena la si interrompe, tornando agli standard precedenti.

Inoltre va considerato un secondo problema, più grave del primo, che può causare un indebolimento delle nostre ossa in quanto con un’assunzione ridotta di sali minerali l’organismo è costretto a prenderli proprio dal tessuto osseo.

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