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Dieta Dissociata dimagrante: cos’è, come funziona e Menù di esempio

dieta dissociataLa dieta dissociata è uno dei regimi più antichi del mondo delle diete professionali. Si tratta infatti dell’invenzione del dottor Hay, nell’ormai lontanissimo 1911 e che, con qualche modifica e aggiustamento, è riuscita ad arrivare fino ai giorni nostri.

Si tratta di una dieta che si basa su principi piuttosto basilari, che l’hanno resa una delle più apprezzate diete negli Stati Uniti, anche perché è in grado di limitare con le sue semplici regole quelli che sono gli abusi alimentari più comuni degli statunitensi.

Vediamo insieme come funziona.

Le quattro cause dei problemi di salute

Secondo il dott. Hay sono 4 le motivazioni della cattiva condizione di salute della popolazione:

  • Consumo di carne ritenuto eccessivo;
  • Consumo di carboidrati raffinati eccessivo;
  • Assenza di informazioni sulla chimica della digestione;
  • Alimentazione troppo abbondante.

In presenza di queste condizioni, bisogna prendere dei provvedimenti relativamente drastici, che vedremo tra poco.

Le regole della Dieta Dissociata

La dieta dissociata presenta dunque delle regole fondamentali che bisogna seguire per organizzare il proprio piano dietetico:

  1. Non mescolare assolutamente carboidrati e proteine o con frutti acidi;
  2. Bisogna mangiare frutta e verdura come base principale, quantitativamente parlando, della dieta;
  3. Bisogna mangiare proteine, amidi e grassi animali in quantità limitate;
  4. Mangiare in maniera limitata le farine raffinate, preferendo quelle integrali;
  5. Bisogna far passare 4–5 ore tra due pasti basati su macronutrienti differenti.

La teoria è scientificamente valida?

Nonostante la dieta contenga, di per sé, qualche buon elemento di cui tenere sicuramente conto, al tempo stesso è basata su fantasie parascientifiche, come quelle che amidi e proteine non dovrebbero essere digeriti insieme o come quella che tra un pasto a base di proteine e uno a base di farinacei debbano passare almeno 5–6 ore.

Si tratta di teorie che definire bislacche è anche poco e che sono state più che smentite dalla ricerca scientifica.

Conviene seguire un regime del genere?

Sebbene alcuni dei principi esposti nelle diete in questione possano anche avere il loro senso, è altrettanto vero che non ci sono basi scientifiche per giustificare la ripartizione pasto/macronutriente che ha reso popolare la dieta dissociata. In altre parole, dal concentrare le proteine tutte in un pasto e i carboidrati tutti in un altro pasto non possiamo aspettarci alcun tipo di vantaggio, motivo per il quale vi consigliamo di orientarvi verso altre diete.

Il menù d’esempio

Vi proponiamo anche un menù d’esempio che vi aiuti a comprendere meglio il funzionamento di questa dieta.

Colazione

Si può scegliere un bicchiere di latte scremato con cereali a scelta, oppure uno yogurt con un caffè d’orzo.

Spuntino

Si può scegliere una spremuta di agrumi, oppure un frutto di stagione.

Pranzo

Un piatto di pasta da 80 grammi con verdure grigliate. In alternativa 150 grammi di pollo alla griglia o di pesce arrosto, sempre con contorno di verdure grigliate.

Merenda

A merenda la scelta è di nuovo tra spremuta o frutto.

Cena

La cena invece può essere più varia. Possiamo infatti consumare 200 grammi di proteine, a scelta tra carne magra, pesce o uova.

Oppure 50 grammi di prosciutto e un insalata.

Oppure una zuppa di verdure e una porzione di verdure grigliate.

Oppure 50 grammi di pasta e un’insalata.

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