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Dieta Anticellulite: cosa mangiare?

celluliteSi può combattere la cellulite senza ricorrere a creme specifiche o, peggio, alla chirurgia estetica? Secondo molti sì, e sono appunto i sostenitori della dieta anti-cellulite, un regime che, stando almeno a quello che ci raccontano alcuni dei pazienti che sono riusciti a recuperare un aspetto più sodo e integro, funzionerebbe davvero.

Vediamo insieme come organizzare una dieta di questo tipo, preoccupandoci però del suo effettivo funzionamento, come siamo soliti fare sulle pagine di Dietando.

A cosa serve?

Secondo le tesi di chi sostiene questa dieta, il regime anti-cellulite avrebbe il potere di:

  • Far ridurre l’effetto buccia d’arancia;
  • Far diminuire la circonferenza di glutei e cosce;
  • Attivare il micro-circolo, andando a combattere al tempo stesso la ritenzione idrica;
  • Rafforzare le vene, il cui “cedimento” è parzialmente responsabile della cellulite stessa.

Come funziona?

La premessa più importante che dobbiamo fare è che non esistono diete in grado di fare miracoli contro questo particolare disturbo. L’alimentazione può sicuramente giocare a favore o a sfavore di chi soffre di questo tipo di problema, ma non aspettiamoci di raggiungere la perfezione fisica delle modelle semplicemente portando a tavola gli alimenti giusti.

Le tre fasi della dieta anti-cellulite

La dieta anti-cellulite si divide in tre fasi, che vi andremo ad illustrare tra pochissimo.

La prima fase: dimagrimento

Si tratta di una fase che deve durare per una settimana e che prevede un periodo di “dieta detox”. Si consuma solo frutta a pranzo e verdura a cena, aggiungendo a questo misero menù almeno 2 litri d’acqua. Si tratta di un regime detox, in realtà, piuttosto bizzarro e potenzialmente dannoso, dato che per 7 giorni non assumerete niente altro che i pochissimi carboidrati contenuti appunto nella frutta. Il regime sarebbe, a modesto avviso dei nostri specialisti, da interrompere già qui, in quanto assolutamente dannoso e privo di effetti potenzialmente positivi, come la tanto millantata disintossicazione.

La seconda fase: dieta iperproteica

La seconda fase invece prevede 7 giorni di dieta iperproteica. Secondo gli inventori di questa dieta, le carni magre aiuterebbero un fantomatico spurgo, che permetterebbe al tempo stesso di andare a rinforzare le vene. Si tratta di qualcosa di assolutamente farneticante e che non ha alcun tipo di base scientifica a sostegno.

Il menù di questa fase prevede 200 grammi di carne a pranzo e a cena, colazione con fette biscottate integrali e verdura, durante il giorno, a volontà, a patto che sia scondita.

La terza e l’ultima fase: dieta equilibrata

Si dovrebbe trattare dell’ultima fase, ma a qualcuno potrebbe venire in mente di ripetere tutto da capo, dato che arrivati a questo punto ci ritroveremo con pochi risultati e tanta voglia di abbandonare. La terza fase prevede una dieta più equilibrata, con la ripartizione 40/30/30 delle buone diete, rimanendo però sempre intorno alle 1400 calorie al giorno, quantità che non è sufficiente, soprattutto per le donne più attive.

Una dieta che non può funzionare

Si tratta di una dieta dalle promesse e dalle premesse importanti, che però alla fine non è in grado di offrire nessuno dei risultati promessi, considerando il fatto che si tratta di un buffo mix tra diete sedicenti detox e diete iperproteiche senza arte né parte.

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