Emodieta: la dieta del gruppo sanguigno

dieta sanguePuò il gruppo sanguigno influenzare i risultati di una dieta dimagrante? Secondo i sostenitori dell’emodieta (dieta del sangue) sì, ed è per questo che hanno preparato quattro regimi separati a seconda dei gruppi ematici dell’uomo.

Si tratta di una dieta piuttosto rivoluzionaria, almeno nell’approccio e nelle premesse, della quale abbiamo deciso di parlare ai nostri lettori, per capirne funzionamento, eventuale solidità scientifica e, cosa importante, efficacia.

Vediamo insieme cos’è l’emodieta.

Tre gruppi per tre tipi di persone

Secondo il principio fondamentale di questa dieta, i gruppi sanguigni si sarebbero sviluppati durante l’evoluzione umana, a seconda del ruolo ricoperto da ciascun gruppo. Abbiamo infatti un gruppo sanguigno per i cacciatori, un gruppo sanguigno per i nomadi, un gruppo sanguigno per gli agricoltori e un gruppo sanguigno misto. Si tratta di un’interpretazione senza alcuna base scientifica, che riportiamo in questo articolo a scopo puramente informativo:

  • Il gruppo 0 è il gruppo dei cacciatori;
  • Il gruppo A è il gruppo degli agricoltori stanziali;
  • Il gruppo B è il gruppo dei pastori nomadi;
  • Il gruppo AB è invece quello misto.

Cosa deve mangiare il gruppo 0?

Secondo questa teoria, il gruppo 0 è il gruppo sanguigno più primitivo, che in genere offre la possibilità di avere un corpo prestante, atletico e muscoloso, il corpo tipico di un cacciatore. Chi appartiene al gruppo 0 dovrebbe dunque cercare di seguire diete iperproteiche, come la Atkins o la Paleo.

Chi ha questo tipo di gruppo deve preferire all’attività cardio uno sport che appartiene al gruppo dell’atletica pesante, oppure comunque molto dispendioso sotto il profilo muscolare.

Il gruppo A

Il gruppo A è invece quello degli agricoltori stanziali e dunque di persone che si sono abituate a mangiare prodotti programmati della terra. Secondo la teoria alla base dell’emodieta chi ha questo gruppo sanguigno dovrebbe dunque consumare diete basate su verdure, cereali e frutta, lasciando in un angolo il consumo di carne, soprattutto se rossa. Il gruppo A dovrebbe dunque cercare di conformarsi a regimi alimentari come quello mediterraneo.

Il gruppo B

Il gruppo B sarebbe il gruppo, sempre secondo questa curiosa teoria, delle società nomadi. Si tratta di una dieta che dunque deve adattarsi a questo tipo di vita: bisogna consumare dunque latticini, latte ed evitare, al tempo stesso, carboidrati e zuccheri raffinati.

Una dieta, per capirci, da pastori.

Gruppo AB

Il gruppo AB è, sempre secondo la teoria dell’emodieta, un gruppo misto, che è la naturale evoluzione degli altri. Si tratta di un gruppo raro, che deve seguire però una dieta molto equilibrata, con una ripartizione dei nutrienti 50–30–20 per carboidrati, proteine e grassi.

Si tratta di una dieta che funziona?

Come avrete capito arrivati a questo punto, non si tratta di una dieta vera e propria, ma piuttosto di un gruppo di diete che devono essere scelte a seconda del proprio gruppo sanguigno.

Si tratta, e lo ribadiamo in chiusure, di un approccio che non ha nessuna base scientifica e nemmeno statistica.

La scelta della dieta va affrontata con l’aiuto del proprio dietologo partendo da altri tipi di parametri, come la percentuale di grasso corporeo, eventuali patologie in corso ed eventuali preferenze alimentari.

L’emodieta meglio lasciarla a chi, incurante della scienza, vuole rischiare inutilmente sul proprio corpo.

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