Il sale deve essere eliminato dalla dieta?

Il sale è forse uno dei prodotti che più hanno cambiato il modo di vivere, di produrre e di consumare alimenti da parte dell’umanità.

Da ingrediente costosissimo nel passato (tanto che la parola salario deriva appunto da sale, che era la moneta con cui erano pagati i soldati romani) il sale è diventato oggi un prodotto molto economico, facilmente reperibile e, purtroppo, spesso abusato.

Ma va veramente eliminato dalla dieta? Oppure possiamo consumarlo senza troppi problemi? Cerchiamo di fare chiarezza a riguardo.

Conservante e anti-batterico importantissimo

Il sale non è soltanto un esaltatore di sapidità. Senza il sale l’umanità avrebbe avuto grandissimi problemi di sviluppo e sopravvivenza, dato che per un lunghissimo periodo di tempo è stato praticamente l’unico conservante conosciuto dall’umanità.

Insaccati, formaggio, pesce sotto sale, tutti questi prodotti sopperivano a quella che era la cronica mancanza di procurarsi cibo fresco da parte degli uomini. 

Oggi però le cose, almeno nel mondo sviluppato, sono cambiate radicalmente, e non c’è più bisogno di ricorrere esclusivamente a questo tipo di prodotto per conservare i cibi. Al tempo stesso è diventato più facile procacciarsi cibo fresco, motivo per il quale insaccati e simili non sono più centrali nella dieta della popolazione umana.

Il cloruro di sodio svolge anche una importantissima attività anti-batterica e antibiotica, che sono al tempo stesso attività positive e negative, dato che se da un lato si va ad eliminare la proliferazione di colonie batteriche dannose, al tempo stesso vengono eliminate anche quelle che svolgono invece attività positive per il corpo umano.

Un’arma a doppio taglio, con l’ago della bilancia che, almeno negli ultimi anni, pende verso l’insalubrità di questo alimento, che viene giustamente ridotto nelle diete non solo di chi soffre di ipertensione, ma di chi vuole vivere bene e a lungo.

Il problema principale: il sodio

Il problema principale del cloruro di sodio è appunto il sodio. Si tratta di un elemento che deve essere assunto in quantità minime dato che svolge attività deleterie che vanno a sconvolgere l’equilibrio del corpo umano. Ritenzione idrica, ipertensione, problemi circolatori e cardiovascolari sono solo la punta dell’iceberg: l’attività che svolge il sale nei confronti del nostro corpo è delle peggiori, motivo per il quale i dietologi, nell’era dominata da junk food supersalato, invitano la popolazione a ridurre sostanzialmente la quantità di sale assunto.

Come fare allora?

Si può consumare sale, ma bisogna tenere sotto controllo le quantità giornaliere di sodio assunte. Il prospetto è piuttosto semplice: bisogna individuare il massimo di sodio da aggiungere e mai e poi mai superare la soglia che ci siamo prefissati. 

Questo calcolo diventa particolarmente importante per chi soffre di ipertensione e di problemi cardiovascolari. In questo caso è d’obbligo consultare il medico e stabilire la quantità di sodio consumabile in un giorno.

La soglia standard va comunque dai 4 ai 6 grammi di sale al giorno, che può essere presa come riferimento dai soggetti che non abbiamo problemi pregressi legati a malattie cardiovascolari e circolatorie.

Anche troppo poco sale è dannoso

Esiste però quello che gli scienziati chiamano sweet spot, ovvero un punto ottimale di consumo di sale sotto il quale si vivono gli stessi problemi causati dall’assunzione eccessiva di questo alimento. Seguendo indagini che hanno preso come riferimento popolazioni dove il consumo di sale è inferiore ai 3 grammi al giorno, i ricercatori hanno individuato analoghe problematiche anche per chi consuma troppo poco sodio.

Mai dunque eliminarlo completamente dalla nostra dieta, pena l’inficiare il nostro sforzo di miglioramento con addirittura la possibilità di peggiorare il nostro quadro clinico complessivo.

Occhio al sale nascosto nei cibi preparati

I cibi preconfezionati sono l’autentica condanna della vita moderna. È difficilissimo in questi casi individuare quanto sale vi sia contenuto, motivo per il quale bisogna per forza di cose fare riferimento alle tabelle nutrizionali, che devono ex-lege indicare la quantità di sodio contenuto nella preparazione.

Vanno eliminati comunque fast-food, patatine fritte in busta, panini pre-confezionati e carni già preparate dal macellaio, che per coprire spesso sapori dovuti alla scarsa qualità degli ingredienti, finiscono per utilizzare quantità di cloruro di sodio assolutamente fuori soglia massima, con le conseguenze di cui vi abbiamo parlato poco fa.

Meglio cucinare a casa, cucinare sano, utilizzando ingredienti genuini e soprattutto senza esagerare con un alimento che, sebbene abbia anche lati positivi, è spesso abusato da chi è poco attento alla sua salute.sale dieta

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