Crolla il consumo di olio e pasta in Italia

pastaQuelli che sono i simboli del mangiare italiano in tutto il mondo, l’olio extravergine d’oliva e la pasta, stanno perdendo terreno proprio nel Paese che li ha resi popolari.

Secondo recenti statistiche pubblicate dai consorzi di produzione, il consumo di questi due alimenti sarebbe in crollo verticale, e avrebbe fatto registrare diminuzioni nel consumo davvero incredibili.

Non c’entrano le diete e non c’entra la crisi, dato che si tratta di alimenti che almeno in Italia si trovano decisamente a buon mercato.

C’entra l’invecchiamento della popolazione e abitudini alimentari che si fanno più leggere con il passare degli anni.

Se questo sia un bene o un male lo lasceremo dire alla discussione che ovviamente genererà da questi dati preoccupanti, almeno per l’industria. Quello che possiamo è analizzare le cause che hanno portato due alimenti molto importanti per l’alimentazione del nostro paese a perdere così tanto terreno.

-28% in 10 anni per l’olio d’oliva

Quello dell’olio d’oliva è forse il dato preoccupante. Si sono perse quasi un terzo delle vendite nel giro di 10 anni. Sono questi i dati diffusi dal COI, Consiglio Oleicolo Internazionale, mentre in buona parte dei paesi emergenti il consumo sale, dato che si cominciano ad avere in più famiglie le disponibilità economiche che permettono di acquistare questo prodotto.

Dietro il calo non ci sarebbe la preferenza degli italiani per altri grassi, ma la tendenza a eliminarli dalla dieta. Dietro si nasconde un invecchiamento della popolazione piuttosto importante, che vede ovviamente le abitudini alimentari adeguarsi alle nuove esigenze.

Brutto colpo anche per la pasta

Per la pasta si registra invece un -10%, sottolineato da diverse testate internazionali che hanno preferito giocare un po’ su quello che è forse il principale stereotipo che si associa agli italiani. I mangiaspaghetti sembra abbiano cominciato a consumarne di meno, preferendo altri tipi di alimenti.

In questo caso potrebbe però aver giocato a sfavore della pasta la tendenza sempre maggiore a ritenere i carboidrati come fonte di tutti i mali. La crescita della popolarità delle diete low-carb e una sorta di accanimento di alcuni dietologi contro gli zuccheri e i carboidrati ha portato una buona fascia della popolazione a ridurre le porzioni di questo alimento, spesso a ragione e qualche volta, purtroppo, a torto.

Falso l’allarme per la Dieta Mediterranea

Falso è però l’allarme rilanciato da tanti giornali italiani sulle condizioni di salute della dieta mediterranea. Si tratta sì di alimenti che sono importanti in questo tipo di regime, ma ridurre un minimo i carboidrati a favore di pesce e carni magre avvicina lo stile di vita degli italiani alla dieta mediterranea originale.

Sebbene in molti ritengano infatti questo regime come una dieta dove bisogna semplicemente abbuffarsi di pasta ed olio, alla base della piramide si trovano pesce e carni magre, e non gli spaghetti.

Un’Italia, quella che esce da queste statistiche, che appare più attenta, ma anche più vecchia, senza che però ceda alle lusinghe di alimenti meno salutari come il burro e la margarina.

Sono dati estremamente complessi da analizzare, e che quasi certamente solleveranno il polverone che tutti si aspettano.

Staremo a vedere, voi fateci sapere la vostra. Consumate meno olio e pasta di 10 anni fa?

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