La dieta vegetariana: gli effetti sul colesterolo

La dieta vegetariana gli effetti sul colesteroloQuando si parla di colesterolo la nostra mente istintivamente va alle patologie cardiovascolari. Il colesterolo, infatti, è tristemente noto come il pericoloso grasso nel sangue che ostruisce le vene e causa infarto e ictus.

Non c’è nulla di più sbagliato, perché il colesterolo è un particolare tipo di grasso che è fondamentale per la nostra salute. Ma le percentuali di questo grasso nel sangue non devono mai differire, per eccesso o difetto, dai parametri stabiliti dalla OMS.

Chi fa una dieta vegetariana è sicuro di rispettare questi parametri? Cerchiamo di capire quali possono essere gli effetti di questo tipo di dieta sul colesterolo.

Il colesterolo

Il colesterolo svolge funzioni importantissime nel nostro organismo. Il colesterolo è essenziale per la sintesi degli ormoni steroidei, è indispensabile per la solidità della struttura delle membrane cellulari e per lo sviluppo delle cellule embrionali.

Insomma, questo sterolo è di vitale per la nostra sopravvivenza. La maggior parte del fabbisogno giornaliero di colesterolo, è prodotto per biosintesi autonoma dal fegato, il resto è assunto con l’alimentazione.

I valori

L’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, ha stabilito che i valori del colesterolo sono da considerarsi normali quando in un decilitro di sangue si trovano:

  • colesterolo totale 200 milligrammi
  • colesterolo cattivo LDL 130 milligrammi
  • colesterolo buono HDL: 39 milligrammi nell’uomo e 45 nella donna.

Quando ci si discosta da questi parametri, il colesterolo diventa un problema perché si rischia di andare incontro a ipercolesterolemia o a ipocolesterolemia.

Dieta vegetariana e colesterolo

Le cause sia della ipercolesterolemia, sia della ipocolesterolemia sono attribuibili, in massima parte a un’errata alimentazione e a uno stile di vita insano.

La dieta vegetariana gli effetti sul colesteroloEffetti sul colesterolo

Ipercolesterolemia

E’ pensiero comune che un vegetariano non corre il rischio di avere il colesterolo alto. Un’alimentazione che esclude grassi e proteine animali, non dovrebbe incidere in modo negativo sul colesterolo.

Ma questo assunto diventa reale solo quando la dieta vegetariana si segue in modo controllato e razionale.

Sostituire i prodotti di origine animale, per esempio, con cereali raffinati fa aumentare i trigliceridi nel sangue e il colesterolo totale s’impenna.

L’apporto calorico giornaliero fornito dai carboidrati, dunque, anche per un vegetariano non deve superare il 50/60%. Così come non si può esagerare con i grassi di origine vegetale e gli alimenti ricchi di omega 6.

Gli omega 6, al pari dell’omega 3 sono grassi polinsaturi capaci di ridurre il colesterolo. Ma mentre i grassi omega 3 riducono il colesterolo cattivo LDL e favoriscono la formazione di quello buono HDL, gli omega 6 insieme con il colesterolo totale, abbattono anche il colesterolo HDL.

Ipocolesterolemia

Quando i valori di colesterolo nel sangue scendono al disotto dei 130 milligrammi per decilitro, si parla di ipocolesterolemia.

Per quanto riguarda le conseguenze della ipocolesterolemia, non sono ancora molto note come nel caso dell’ipercolesterolemia che provoca soprattutto patologie a carico del sistema cardiocircolatorio.

Ciò che si conosce con certezza è che si associano alla ipercolesterolemia un crollo generale delle difese immunitarie e molte patologie come depressione, malattie dell’apparato respiratorio e cancro al cervello.

Insomma, alla presenza di una carenza marcata di colesterolo, si compromette lo stato di salute in generale. Fra le tante cause che possono provocare ipocolesterolemia, troviamo anche la malnutrizione.

Una dieta vegetariana troppo rigida, soprattutto se associata a un’intensa attività fisica, rischia di abbassare eccessivamente i livelli di colesterolo nel sangue.

A questo rischio sono sottoposti soprattutto i vegani che eliminano dalla loro alimentazione anche uova, latte e formaggi. Un vegano, infatti, per evitare le conseguenze legate a una condizione di ipocolesterolemia, devono necessariamente ricorrere agli integratori di omega 3.

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