Dieta chetogenica: può aiutare per la glicemia?

Dieta chetogenica aiuta per la glicemiaIn modo molto semplicistico la glicemia è definita come la concentrazione di zuccheri nel sangue.

In un soggetto sano i valori glicemici si mantengono entro un limite compreso tra 65 e i 110 milligrammi per decilitro.

Quando si superano questi valori, bisogna intervenire subito per evitare patologie molto gravi. In che modo? Soprattutto con l’alimentazione.

Glicemia e alimentazione

L’aumento dei valori glicemici nel sangue dipende molti fattori. Sicuramente l’alimentazione gioca un ruolo molto importante.

Un regime alimentare scorretto può determinare l’insorgenza di iperglicemia. Di rimando, una dieta equilibrata può diventare un’arma vincente sia nella prevenzione sia nella cura della patologia.

Un’alimentazione ricca di carboidrati, per esempio, può portare un aumento degli zuccheri nel sangue.

Questi nutrimenti sono assorbiti velocemente dall’intestino e scomposti in glucosio che si riversa nel sangue diventando la principale fonte di energia utilizzata dal nostro corpo.

Allora quando riduciamo dalla dieta i carboidrati, l’organismo va in deficit di energia? No, perché il nostro corpo si adatta alla nuova condizione e si cerca altre fonti di energia come i depositi di grassi.

Insulina e glucagone

Insulina

La presenza di glucosio nel sangue stimola il pancreas a secernere l’insulina, l’ormone deputato a stabilizzare i livelli di zuccheri.

Se non ci fosse l’insulina, il corpo entrerebbe in uno stato di iperglicemia a ogni consumo di carboidrati. La quantità di insulina che produce il pancreas è direttamente proporzionale al carico glicemico dei carboidrati assunti.

Il compito dell’insulina è di favorire sia l’accumulo di glicogeno nel fegato e nei muscoli, sia quello dei grassi nel tessuto adiposo. Inoltre, l’insulina costringe le cellule a bruciare carboidrati invece dei grassi e contribuisce alla trasformazione di proteine e carboidrati in trigliceridi.

Glucagone

Nei periodi di digiuno, invece, il pancreas produce un ormone antagonista dell’insulina: il glucagone.

Quando la glicemia scende, il glucagone ordina al fegato di attingere al glucosio che conserva come scorta e d’immetterlo nel sangue. Il glucagone, inoltre, costringe le cellule a utilizzare grassi e proteine come fonte energetica.

Questo processo metabolico si chiama gluconeogenesi. Lo scopo di questo processo è di contribuire a mantenere costante la concentrazione di glucosio nel sangue.

Il ruolo della dieta chetogenica

La dieta chetogenica riduce in modo drastico il consumo di carboidrati e aumenta quello dei grassi. Nello specifico questa dieta prevede l’assuzione del 55% di lipidi, del 40% di proteine e lascia ai carboidrati solo il 5% dell’apporto calorico giornaliero.

Mentre i cibi grassi e proteici non hanno un effetto immediato sulla glicemia, anche se ne causano un aumento tardivo e prolungato, i carboidrati agiscono subito e possono causare iperglicemia.

Inoltre, l’assenza di carboidrati favorisce la formazione di glucagone il quale, attingendo dal glucosio presente nel fegato, contribuisce a tenere sotto controllo il livello di glicemia nel sangue.

Di conseguenza la dieta chetogenica, limitando il consumo di carboidrati, può essere considerato un valido aiuto per contrastare l’iperglicemia.

La dieta contro l’iperglicemia

Per tenere sotto controllo la glicemia, il consiglio è di seguire una sana alimentazione abbinata a una costante attività fisica.

Non è necessario escludere del tutto i carboidrati, basta utilizzare cibi che hanno un basso indice glicemico come pane, pasta e riso integrali.

Inoltre anche per quanto riguarda i grassi la scelta deve ricadere sui cibi ricchi di grassi insaturi come gli Omega 3 contenuti nei pesci. E’ bene evitare burro, margarina e carni rosse e usare olio d’oliva e carni bianche. Via libera anche a legumi e alimenti ricchi di fibre solubili.

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