Pompei: la dieta stranissima dei nostri avi

pompei 300x300Pompei è un autentico tesoro, non solo per chi è appassionato di archeologia, ma anche per chi è appassionato di Storia dell’Alimentazione. E la scoperta che è arrivata oggi un po’ su tutti i giornali farà sorridere anche chi non si occupa molto da vicino di questa disciplina.

Rovesciata infatti è stata la convinzione che gli abitanti della terra di quel periodo mangiassero diete piuttosto monotone, senza alcun tipo di variazione sul tema: farro, granaglie e nei giorni di festa un po’ di frutta secca con il miele.

Niente di più sbagliato, pare, in quanto sarebbe stata trovata addirittura carne di giraffa, una prelibatezza che sarebbe arrivata direttamente dall’Africa, anche se ovviamente soltanto per chi poteva permettersi carni che, al tempo come oggi, costavano probabilmente un’autentica fortuna.

Anche spezie della lontana Indonesia

Quello che più ha colpito gli storici sono state le spezie, che in quel periodo venivano prodotte esclusivamente in Indonesia e che sono state rintracciate nelle fogne e nei canali di Pompei appena analizzati.

Un enorme mercato per il cibo importato, proprio come oggi: una scoperta che rivoluzionerà quello che si pensava del chilometro zero, ritenuta dai sostenitori del ritorno all’agricoltura local e di sussistenza la condizione naturale dell’uomo prima dell’era dei grandi trasporti e della globalizzazione.

Non è evidentemente così, e lo dimostrano questi ritrovamenti a Pompei. Anche i Romani, un po’ come facciamo noi con un crescente sentimento di colpa, amavano gustarsi qualcosa che arriva dai paesi lontani.

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