Dimagrire grazie ad un chip a base di geni umani

pacemaker gastricoLa tecnologia, anche quando si parla di diete, sembra non avere confini. Dopo il bypass gastrico arriva un’altra rivoluzione, questa volta tecnologicamente più complessa e dalle ripercussioni molto più importanti.

Si tratta infatti di una sorta di pacemaker, che utilizza materiale genetico umano, che riuscirà a interagire con il cervello regolando la sensazione di fame, basandosi sulla quantità di zuccheri e grassi presenti in un dato momento nel sangue.

Non è ancora stato sperimentato sugli esseri umani, ma i test su topi di laboratorio hanno fornito buoni risultati. 

La ricerca arriva dall’Istituto Federale di Ricerca svizzero, e potrebbe cambiare una volta per tutte la tecnologia medica impiegata nel campo del dimagrimento.

Che cos’è e come funziona?

Si tratta di un piccolissimo dispositivo che utilizza materiale genetico umano per interagire direttamente con il cervello, e più nello specifico con i recettori della fame.

Una volta raggiunta la quantità giusta di grassi e di zuccheri nel sangue, il pacemaker manderà il segnale di sazietà al cervello, facendoci smettere di mangiare.

Una soluzione non per tutti

Siamo ancora lontani dall’impiego su larga scala di questo dispositivo, ma tutto lascia pensare che non sarà comunque accessibile per tutti. I costi saranno alti, e con ogni probabilità, nel caso in cui anche la sperimentazione sugli umani dovesse dare buoni frutti, saranno coperti dal Servizio Sanitario Nazionale. 

Questo vuol dire che come per il bypass gastrico, l’operazione sarà accordata solo a chi ha gravi problemi di obesità, lasciando da parte chi potrebbe, e dovrebbe, perdere qualche chilo soltanto con un po’ di dieta sana e un po’ di esercizio fisico.

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