Quinoa o riso integrale: il migliore per la dieta

La quinoa sfida il riso integraleQuando parliamo di granaglie e cereali, la scelta di chi vuole stare in forma ricade in genere sul riso integrale, un alimento di alta qualità per chi vuole mangiare con gusto pur rimanendo in forma. Da un po’ di tempo però un concorrente si è affacciato sui banchi del nostro supermercato di fiducia: è la quinoa, grano dalle qualità superlative che rischia seriamente di insidiare il primato del riso integrale. Quale dobbiamo scegliere per la nostra dieta?

Calorie

Sul piano calorico i due alimenti sono pressoché equivalenti: c’è uno scarto minimo a favore del riso integrale, che contiene una manciata di calorie in meno. Niente di interessante comunque, entrambi gli alimenti sono molto sazianti in rapporto alla quantità di calorie contenute. Sul piano delle calorie è sicuramente un pareggio.

Proteine

E’ qui che la quinoa comincia ad accumulare il suo vantaggio. Il contenuto proteico di questo alimento centro americano è il triplo di quello del riso integrale a parità di peso. Questo vuol dire che a parità di calorie e quantità l’apporto proteico della quinoa è sicuramente più interessante. Quello che è addirittura più importante è che il contenuto in carboidrati della quinoa è molto più basso di quello dell’altro alimento che stiamo prendendo in considerazione. Qui l’americana vince a mani basse.

Minerali

Magnesio, ferro, zinco, anche qui il vantaggio accumulato da questo strano alimento di cui abbiamo sentito raramente parlare è consistente. Non fraintendeteci. Il riso integrale rimane un ottimo alimento, ma la quinoa è semplicemente ancora più straordinaria.

Mangiate la quinoa, ma occhio ad esagerare

Noi puntiamo, dati scientifici alla mano, sulla quinoa, anche se è sempre buona regola non esagerare. Questo alimento deve essere lavato bene prima di essere cotto e consumato, in quanto coperto di saponina, un agente leggermente tossico che inoltre contribuisce a creare un sapore amarognolo che non è esattamente il massimo. Si tratta di un composto naturale (e non derivante dai pesticidi) che in America del Sud utilizzano per lavare il bucato. Non dobbiamo assumerne in grandi quantità, e anche dopo un lavaggio accuratissimo sarebbe meglio non andare oltre le 3 porzioni settimanali.

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