Si possono mangiare le patate durante la dieta?

la patata aiuta la dietaChi ha detto che le patate sono acerrime nemiche della dieta?

Contrariamente ai tanti luoghi comuni che le criminalizzano quando si parla di perdita peso e dimagrimento, questi preziosi tuberi possono rivelarsi preziosi dal punto di vista nutritivo.

Seppur di apporto energetico modesto rispetto ad altri cibi, le patate vantano una maggiore carica energetica rispetto ad altri ortaggi e verdure. Quest’ultima derivante da una maggiore concentrazione di amido.

Per quel che riguarda le altre peculiarità nutrizionali, le patate presentano caratteristiche similari alle altre verdure, specialmente per quel che concerne l’apporto di vitamine del gruppo B, vitamina C, acido folico, oligominerali come magnesio, ferro, rame e potassio.

Dal punto di vista proteico, il loro apporto è piuttosto modesto. Essendo “sazianti”, sono particolarmente consigliate come sostituto di pane e pasta nelle diete ipocaloriche.

Patate – Controindicazioni

Per via della loro predisposizione a fermentare, sarebbe bene evitarle in caso di dilatazione gastrica. Come se non bastasse, se mangiate crude possono provocare violente emicranie e stati febbrili. Tutta colpa della solanina, un veleno naturale rintracciabile anche nelle melenzane.

Attraverso la cottura è possibile ridurre di oltre il 50% la solanina presente in esse. Al fine di contrastare l’azione dannosa della detta sostanza, è altresì utile eliminare i germogli che si formano sulla superficie dei tuberi e conservarli in locali privi di luce.

Patate – Modalità di consumo

Assolutamente da evitare fritte, al forno o alla griglia, poiché, pericolose per la salute a causa della formazione di composti tossici come i radicali liberi e la temibile acrilammide.

Stando ad un rapporto pubblicata dall’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare), l’acrilammide avrebbe proprietà genotossiche, ovvero in grado di arrestare ed alterare la catena del DNA, dando vita a replicazioni cellulari irregolari e cancerogene.

L’ideale sarebbe consumarle lesse, in modo da limitare al minimo i possibili effetti nocivi e l’accumulo di grassi.

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